Parola indovinata

Ve lo abbiamo detto che la parola di nove lettere (inizia per P, finisce per A) è stata indovinata. Due o tre fra le ipotesi non azzeccate erano particolarmente gustose (d’altronde esiste anche un sito che ti da tutte le parole possibili di nove lettere che iniziano per P e finiscono per A, questo: http://icon.cat/worder/ricercaparole/UC4uLi4uLi5B e dunque le ipotesi gustose lo erano anche per le motivazioni addotte). Ebbene? Domani ve la diciamo. Steitiund…

ps: una piccola anticipazione? In quel sito la parola da indovinare…non è contemplata. Nonostante le decine di soluzioni proposte.

foto: Simone Felice Zavattaro

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Parola di ieri indovinata!

Ci sono volte in cui sopravvalutiamo le potenzialità della gente, perché poi capita che le risposte o i modi di palesarsi di qualcuno ci facciano cascare le palle. Ma ci sono altre volte in cui qualcuno ci permette di registrare anche la sensazione contraria: ovvero che le sottovalutiamo.
Insomma: ieri la parola di 9 lettere è stata indovinata.
Inizia per P e finisce per A. E la definizione d’aiuto per risolvere l’indovinello andava saputa interpretare bene, di sicuro con un po’ di arguzia e/o voglia di starci a riflettere su (o almeno pensiamo). Vladimir Nabokov, che era un quasi-genio, sosteneva che una delle più alte forme di intelligenza umana sta nella risoluzione degli indovinelli. Noi mediamente non siamo di sicuro fra coloro che spiccano in questa “disciplina”, per cui lo scoprire di aver sottovalutato qualcuno in tal senso ci relega di colpo nel regno dei presuntuosi, e in questa condanna ci rincantucciamo con utile e vago ridimensionamento.

Dunque.. complimenti!

Ma di cosa si tratta? E qual è la parola giusta? Ci divertiamo a lasciarvi congetturare un po’. E vi diciamo intanto che si tratta di nostre nuove musiche.

foto: Simone Felice Zavattaro

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Ma dunque, che succede in casa Marlene? Parola di nove lettere.

In questa foto sembrerebbe noi stessimo dormendo, nevvero?
E no invece: stavamo ascoltando con l’attenzione che solo il musicista alle prese con le sue creazioni sa ottenere da se stesso.
E cosa stiamo ascoltando? Sembrerebbe noi si sia in uno studio di registrazione…
Dunque: nostre creazioni. In uno studio di registrazione. Di questi tempi. In questi giorni.

Parola di 9 lettere: inizia per P. Finisce per A. Definizione: il tutto, del suono, col suono, nel suono.

foto: Simone Felice Zavattaro

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#Catartica - ventennale (e varie sorprese in avvicinamento)

Sempre per il baratto (ricordate? voi ci inviate cose storiche, dell’epoca, o attuali, ma attinenti a Catartica) e noi vi inseriamo in una mailing list privilegiata, anticipatrice di avvisaglie e pre-news…
Norma ci ha inviato una foto di Cristiano, fatta nel tour di Catartica.
Fu una data a Fontevivo, provincia di Parma.
La curiosità non è tanto nel fatto che già all’epoca il Godano rideva (ahivoi: questa è proprio fuori cliché nevvero?), ma nel fatto che…è una foto in carne e ossa! Sapete: all’epoca chi voleva un bel documento visivo, una bella testimonianza da tramandarsi a posteri e compagnia bella, si portava appresso la macchina fotografica, questo oggetto antico e ingombrante. Ovvero se la portavano pochissime persone, gli amatori del genere per così dire, e posare per una foto era episodio raro: la rockstar in questione (o futura tale) si predisponeva al gesto col suo carico di novità e lo gestiva con una energia particolare. Ora che il telefonino ha dotato di una macchina fotografica tutta l’umanità, le foto vanno e vengono come la polvere, e capita più che sovente di farsi ritrarre con facce distrutte dalla fatica post-concerto per poi rivedersi (sui social) brutti, smagriti, annichiliti, simil-tossici, al fianco di dolci fanciulle gioiose e vitali o energici maschietti sorridenti e tonici.
Ma tant’è.

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#catartica

#Catartica e la Kadett di Tesio

Sempre per la divertente iniziativa del “baratto” (che ormai conoscete, nevvero?), ci è stata girata da Angelo questa locandina dal look decisamente stagionato e fascinoso, che riporta(va) la foto ufficiale che facemmo per la promozione di Catartica: quattro individui allampanati e stralunati, disposti come dei condannati di fronte a un plotone d’esecuzione (evidentemente un fotografo assassino).
Il concerto si svolse nel Luglio del 1995 (il 14, per la precisione, quasi 20 anni fa esatti), a Bosa.
Ricordiamo con evidenza due cose: 1) gli amici Antennah, gruppo spalla, grazie ai quali venimmo a conoscenza del grande Niels Jensen, loro amico, autore dei nostri video di “Canzone di oggi”, “Canzone di domani”, “Infinità”, “L’odio migliore”, “Bellezza”.
Li salutiamo con molto affetto, anche se non esistono più come band 2) Come dimenticarsi il trasferimento in auto (la mitica Opel Kadett Corsa nera di Tesio – questa: http://goo.gl/nX77k8 - angusta, stretta, scomoda, quanto meno grintosetta) sulla quale, in quattro, con gli strumenti annessi (avete letto proprio giusto), ci facemmo il tragitto (no air conditioned) da Porto Torres in giro per la Sardegna per un mini tour? (E se dovessimo ricordare male… beh, allora non era una Opel, ma un treno. Sì, un fottuto trenino ciuf ciuf… Ci facemmo anche quello una volta. In Sardegna. Proprio così)… (ne siamo quasi certi: qualcuno ci rinfaccerà che quelli erano i tempi in cui eravamo veri e rock’nroll.
E noi rideremo di gusto, felici di non essere più così “veri e rock’nroll” in quel modo)

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#Catartica, i suoi vent’anni, la sua celebrazione, il baratto

Fra le cose che ci state inviando questa è particolarmente carina, perché ci ricorda una cosa curiosa di quel concerto.

Si svolgeva in una zona assai particolare di Roma (e i romani ovviamente lo sanno), ovvero il Corviale, sede dei due cosiddetti serpentoni (palazzoni lunghi un chilometro ciascuno). Zona, quantomeno all’epoca, di degrado urbanistico, a quel che ne sappiamo. Arrivammo in ritardo di almeno un’oretta e mezza rispetto all’orario convenuto per il check (sapete com’è: i navigatori non c’erano mica allora, e la zona era davvero lontana e ardua da raggiungere per dei cuneesi alle prime armi coi tour): immaginiamo dunque che potessero essere le 18… Tutti trafelati giungemmo dunque in zona, e quando vedemmo un palchetto disadorno con qualche ragazzo che sembrava stesse armeggiandoci intorno, gli chiedemmo dove si trovava il palco del concerto dei Marlene. Loro risposero… che quello era il palco! Capito dunque? Ore 18, e si doveva ancora montare il palco! (si può dire con lievità che solo in Italia accadono certe cose assurde?)

Da quel che ne sappiamo, però, fu un concerto che lasciò il segno, perché spesso nel corso del tempo ci è capitato di sentircelo raccontare dai romani che vi parteciparono…

Il ragazzo che ci ha mandato questa foto (Gianfilippo) l’ha accompagnata da queste parole: “1 luglio 1995, avevo solo 7 anni eppure ero lì…”

p.s.: lo sapete, vero, che solo chi ci invia dei contributi alla mail avrà delle news in anteprima rispetto a tutti gli altri su ciò che stiamo combinando di questi tempi? Voi credete che noi si stia facendo nulla fra un concerto e l’altro… Ma ne siete sicuri?

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#Catartica, i suoi vent’anni, un baratto, una compilation del Mei: leggete bene, leggete tutto

Dal 13 maggio, giorno in cui si festeggiava il ventennale dell’uscita di Catartica, abbiamo ricevuto, attraverso i vari social, foto, testi e ricordi di vari tipo, legati al periodo in cui il nostro primo album vide la luce.
Proprio per questo abbiamo capito che ci piacerebbe la cosa continuasse, perché ci piacerebbe raccogliere, condividere e ri-condividere contenuti di tipo diverso (audio, video, testi, fotografie, esternazioni poetiche, aneddoti, interpretazioni, suggestioni, frasi appuntate sul foglio, foto di biglietti di concerti, momenti epici, momenti gloriosi, momenti mediocri, momenti da riderci, momenti da singhiozzarci, momenti da eccitarsi).
Proponiamo un baratto: sarà sufficiente inviare una mail a catartica@marlenekuntz.com (indicando anche i contatti dei propri social) ed allegare foto o testi o link per vedere/scaricare video o cartelle di foto.
Noi, in cambio, vi inseriremo in una mailing list specifica ed esclusiva a cui invieremo dei contenuti in anteprima, perché in questo periodo siamo impegnati su più fronti (anzi: già siamo in attività creativa, hem hem, ma se volete cominciare a saperne di più, aderite a questa iniziativa): ci sarà da surriscaldarsi.
Tra i materiali che ci invierete, selezioneremo quelli particolarmente curiosi o interessanti o emotivamente efficaci e li daremo in pasto al mondo, beandocene tutti.
I più “pigri” potranno condividere qualunque materiale, attraverso i propri social, utilizzando l’hashtag #catartica

Inoltre, ci rende particolarmente felici ed eccitati, l’idea che il MEI e la Diavoletto Natlabel ci hanno sottoposto, ossia di celebrare il ventennale con una compilation dal titolo CANZONE DI DOMANI che sarà presentata e disponibile in freedownload a Settembre in occasione della prossima edizione del MEI a Faenza. L’uscita della compilation sarà l’ultimo step di una serie di altre attività che potete leggere più dettagliatamente sulla pagina facebook del MEI o qui: http://goo.gl/7AmBCL

Noi iniziamo con questa foto, di qualche anno prima del ’94 (questa era la formazione con Franco Ballatore al basso)
MK

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Tanti auguri, Canzoni della sera e del mattino!

Un annetto fa, a Giugno, ci inventammo la rubrichetta delle canzoni della sera sui nostri social (allargata poi anche a quelle del mattino), e ci ponemmo in testa l’obiettivo bizzarro di mettere sempre un gruppo (o cantante) diverso, senza mai ripetersi, e sempre assecondando i nostri gusti (ci mancherebbe). La rubrichetta ha funzionato molto, non ci siamo mai ripetuti se non in due o tre sporadici casi, e ne siamo particolarmente felici.
E allora ci inventiamo la ricorrenza, e in allegato vi mettiamo la lista di tutto ciò che abbiamo messo in questo anno.
A qualcuno di voi potrebbe anche incuriosire.

https://www.facebook.com/notes/marlene-kuntz/un-anno-di-canzoni-della-sera-e-del-mattino/10152226918583063